Descrizione
Il 19 dicembre 1937 Mons. Federico Emanuel, ordinario della diocesi di Castellammare di Stabia, circondato da autorità religiose e civili e da un folto stuolo di popolo, benedice la prima pietra del costruendo Tempio, monumento di fede e di amore, dedicato a San Gerardo Maiella, patrono delle opere di carità e della congregazione delle suore gerardine, originate nella novella cittadina di Sant’Antonio Abate ad opera del fondatore mons. don Mosè Mascolo.
Il 13 ottobre 1940 il medesimo presule benedice e apre al culto la cappella provvisoria (attuale navata sinistra del Tempio) e l’artistica e maestosa statua di San Gerardo Maiella, opera dello scultore leccese cav. Giuseppe Malecore.
Il 28 luglio 1950 la chiesa viene eretta in Ente Morale con il riconoscimento giuridico e il decreto del Presidente della Repubblica registrato alla Corte dei Conti il 5 settembre dell’indicato anno.
Il 16 aprile 1962 la Sacra Congregazione dei Riti, ad istanza dell’ordinario diocesano mons. Agostino D’Arco, dichiara San Gerardo Maiella compatrono del comune di Sant’Antonio Abate.
Alla morte del fondatore segnata il 24 febbraio 1960 è nominato rettore della chiesa il redentorista p. Luigi Vori, assistente delle suore gerardine, coadiuvato dal sac. Don Giovanni D’Auria, che a seguito delle dimissioni del padre Vori è nominato rettore dal 1 luglio 1962. Dal 2016 è rettore don Salvatore Branca, parroco della chiesa matrice di Sant’Antonio Abate.
La chiesa, su progetto e direzione dei lavori a titolo gratuito dell’ing. Carlo Pane di Napoli, viene costruita nella fase primeva dalla ditta fratelli Francesco e Giuseppe Cinque di Sant’Antonio Abate e dal 1958, con la ripresa dei lavori, dalla ditta Filippo Cecchetti di Roma con la completa copertura dell’edificio.
Dal giugno 1964 i lavori, con la direzione dell’ing. Lorenzo Melchiori di Napoli, vengono affidati alla ditta Antonio Di Martino di Lettere, che termina l’opera consegnando ai fedeli e devoti di San Gerardo un complesso architettonico e maestoso.
Il 4 dicembre 1966, benedicente Papa Paolo VI, mons. Corrado Ursi, arcivescovo e cardinale di Napoli, consacra solennemente il Tempio e l’altare maggiore, concelebrante mons. Aurelio Signora, prelato di Pompei, che benedice l’altare del SS. Sacramento.
L’11 dicembre 2005 la chiesa viene dichiarata santuario diocesano al termine della concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Felice Cece.
L’edificio sacro è in stile classico rinascimentale a tre navate con ampi archi poggianti su possenti pilastri e agili colonne, con una facciata monumentale divisa in due ordini, arricchiti da otto colonne e chiusa da un’artistica trabeazione.
Il Tempio ospita il sarcofago, che custodisce le spoglie mortali del fondatore don Mosè Mascolo, traslate dal civico cimitero il 5 dicembre 1971, di marmo bianco di Carrara con decorazioni e bassorilievi e con base di marmo granito rosso vanga, opera dell’artista prof. Enrico Gelli. A quasi cinquant’anni dalla consacrazione, il Tempio/Santuario di San Gerardo Maiella viene impreziosito sul piano artistico da quattro tele raffiguranti gli Evangelisti Matteo, Marco, Luca e Giovanni, collocate magistralmente nei pennacchi della maestosa cupola, opere realizzate nel 2015 dal maestro Agostino Russo, originario di Sant’Agnello (NA), ma residente a Gavignano (RM).
Modalità d'accesso
Il Tempio - Santuario di San Gerardo Maiella non presenta barriere architettoniche
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Ultimo aggiornamento: 11 ottobre 2026, 08:42